
Odissea di Nolan: le musiche di Ludwig Göransson, tra silenzi e droni scandinavi
- Niente orchestra: Nolan ha chiesto a Göransson di costruire il suono di Odissea con gong di bronzo, aulos, lira e sintetizzatori analogici
- Il silenzio è usato come strumento espressivo tanto quanto le percussioni non convenzionali
- Ithaca e Calypso/Agamennone restano i due brani più riusciti, per ragioni opposte
Sono uscito dalla sala con un'idea molto più chiara sulla colonna sonora di Odissea che sul film stesso, e mi capita raramente. Ludwig Göransson, al suo terzo lavoro consecutivo con Christopher Nolan dopo Tenet e Oppenheimer, ha scritto una partitura di 23 brani che Nolan gli ha esplicitamente vietato di affidare a un'orchestra tradizionale. La sua giustificazione, che trovo condivisibile: "Non è che l'orchestra esistesse a quei tempi." Al suo posto, 35 gong di bronzo di misure diverse, un aulos greco a doppia ancia, una lira, un fyell (il flauto albanese a estremità aperta) e voci polifoniche albanesi, il tutto stratificato con sintetizzatori.
Spazio e tempo raccontati con suoni non convenzionali
Quello che mi ha colpito di più, da musicista prima ancora che da spettatore, è come questi timbri vengano usati per organizzare lo spazio e il tempo della narrazione più che per accompagnarla nel senso classico. Le percussioni non convenzionali — Göransson ha registrato ringhiere, lamiere, persino unità di climatizzazione — non fanno da tappeto ritmico, ma segnano le distanze e i passaggi tra i mondi che Odisseo attraversa. Lo stesso vale per le corde della lira, usate in più punti per evocare l'arco di Odisseo: non è un colore aggiunto, è un elemento strutturale. È un approccio contemporaneo applicato a strumenti antichi, e funziona proprio perché non insegue l'orchestrazione epica a cui il cinema ci ha abituati.
Il silenzio, in questa colonna sonora, non è un vuoto: è lo spazio in cui l'emozione ha il tempo di arrivare.
— Vito Schiuma
Il commento alle immagini, e il valore del silenzio
La cosa che apprezzo di più, però, è come questi suoni commentino le immagini senza mai spiegarle. E qui entra in gioco quello che per me è il vero punto di forza della partitura: i silenzi. Sono momenti in cui Göransson toglie tutto, lascia che la scena respiri da sola, e proprio in quel vuoto gli affetti — la nostalgia di casa, lo spaesamento, la paura — arrivano con una forza che nessuna orchestrazione piena potrebbe dare. È una scelta che richiede fiducia nel proprio materiale tematico, e qui il tema di "casa" affidato all'aulos e al fyell (lo sentiamo per la prima volta in "Ithaca") è abbastanza forte da reggere anche quando la musica si ferma del tutto.
Qualche dubbio: i droni e lo stilema scandinavo
Non tutto mi ha convinto allo stesso modo. In alcuni punti della partitura riconosco stilemi tipicamente scandinavi — droni tenuti, texture sintetiche fredde — che stonano leggermente con l'impianto "arcaico" costruito con gli strumenti greci e albanesi. Immagino che l'obiettivo di Nolan fosse proprio evitare qualsiasi stilema orchestrale riconoscibile, e da questo punto di vista il drone è probabilmente la scelta più "sicura" per un compositore che viene da un certo tipo di formazione. Ma è anche il momento in cui la colonna sonora mi sembra meno sua e più debitrice a un linguaggio che abbiamo già sentito altrove.
I due brani che mi hanno convinto di più
Se devo scegliere, i brani che porto a casa sono due, e per ragioni opposte.
Ithaca (5:41) apre il tema principale della partitura: una linea di fiato antica e ondeggiante, affidata all'aulos e al fyell insieme, che rappresenta l'idea di casa. Torna più avanti, in "Hades" e in "Sirens", ogni volta con una veste diversa, ma è qui che la riconosciamo per la prima volta — ed è il momento in cui la scelta di non usare l'orchestra rende più credibile, non meno, il legame con un'epoca arcaica.
Calypso/Agamennone (3:59) mi convince per la costruzione in due tempi. La prima parte usa vocalità stridenti e discordanti per restituire il disorientamento di Odisseo prigioniero di Calipso; la seconda cambia completamente registro, con suoni di corno di guerra manipolati elettronicamente a rappresentare la presenza di Agamennone. In meno di quattro minuti il brano racconta due stati emotivi opposti senza mai perdere coerenza timbrica.
Nel complesso, resta una delle colonne sonore più interessanti che abbia ascoltato negli ultimi anni, proprio perché rifiuta le scorciatoie del genere epico. Poi, certo, si può discutere se ogni scelta stilistica regga fino in fondo — ma è un discutere che vale la pena fare.
Vito Schiuma
Chi ha composto le musiche di Odissea di Nolan?
Ludwig Göransson, al suo terzo film consecutivo con Christopher Nolan dopo Tenet e Oppenheimer.
Perché la colonna sonora di Odissea non usa un'orchestra tradizionale?
Per scelta esplicita di Nolan, che ha chiesto a Göransson di evitare l'orchestra. Il compositore ha usato invece gong di bronzo, aulos, lira e sintetizzatori.
Quali sono i brani migliori della colonna sonora di Odissea secondo la recensione?
Ithaca, che introduce il tema di "casa" con aulos e fyell, e Calypso/Agamennone, costruito su due sezioni contrastanti.
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