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L'ultimo di Shemekia Copeland: un viaggio soul nel paesaggio sonoro americano
RECENSIONE · ALBUM

L'ultimo di Shemekia Copeland: un viaggio soul nel paesaggio sonoro americano

Vito Schiuma3 min
Quick take
  • Una voce che attraversa blues, gospel, folk e country senza perdere identità
  • Arrangiamenti ricchi e dettagliati che costruiscono un'atmosfera unica per ogni traccia
  • Un'opera che conferma Copeland tra le grandi eredi della tradizione vocale americana

La voce di Shemekia Copeland è un dono del cielo. Nel suo ultimo album, "Done Come Too Far", questa cantante americana ci regala un viaggio emozionale attraverso i generi più radicati nella storia musicale del suo paese. Dal blues al gospel, dal folk al country, ogni traccia è un capitolo unico di questo eccitante percorso.

Con "Done Come Too Far", Copeland conferma il suo posto tra le grandi voci della musica americana, un'eredità che include leggende come Ma Rainey, Bessie Smith e Mahalia Jackson.

L'album si apre con il pezzo che dà il titolo al lavoro, "Done Come Too Far", una potente preghiera blues della resistenza e della speranza. La voce di Shemekia si impone con autorità, scolpendo ogni parola e ogni nota con una profondità e una sincerità che lasciano senza fiato. Questa traccia dà il tono per tutto l'album, esibendo la gamma e la passione che rendono Copeland una delle migliori cantanti blues del suo tempo.

Ma Copeland non si limita a un solo genere. Con disinvoltura, passa al bluegrass di "Drivin' Me", dove il suo canto si fa più leggero e giocoso, accompagnato dal ritmo incalzante del banjo. E in "In the Blood of the Blues", si lancia in un inno gospel di liberazione e redenzione, la sua voce si espande come un fiume in piena, trascinando l'ascoltatore in un turbine di emozione. Questa capacità di spaziare tra i generi è una delle chiavi del fascino di "Done Come Too Far".

Gli arrangiamenti sono un'altra chiave del successo di questo album. La produzione è ricca e variegata, con ogni strumento che aggiunge un tassello al mosaico sonoro. Dalla chitarra elettrica che si fa strada nel blues di "Smuggler's Notch" ai soavi archi che avvolgono la ballata "Angel of Music", ogni elemento contribuisce a creare un'atmosfera unica per ogni traccia. Questa attenzione ai dettagli rende "Done Come Too Far" un'opera maestra della musica roots americana.

E al centro di tutto c'è la voce inconfondibile di Shemekia Copeland. La sua è una voce che sa esprimere l'anima dei generi che interpreta, che sa evocare le radici più profonde della musica americana. Ascoltarla è un'esperienza quasi spirituale, che tocca il cuore e l'anima. Con "Done Come Too Far", Copeland conferma il suo posto tra le grandi voci della musica americana, un'eredità che include leggende come Ma Rainey, Bessie Smith e Mahalia Jackson.

In conclusione, "Done Come Too Far" è un album imperdibile per chi ama la musica roots americana. Shemekia Copeland ci offre un viaggio musicale unico e emozionale, che ci fa apprezzare la ricchezza e la varietà della tradizione musicale del suo paese. Con la sua voce potente e la sua capacità di spaziare tra i generi, Copeland ha creato un'opera maestra che resterà nel cuore degli ascoltatori per molto tempo. Non perdetevelo!

Nota biografica: Shemekia Copeland è una cantante americana di blues, soul e gospel nata il 10 aprile 1979 a Harlem, New York. Ha iniziato la sua carriera musicale nel 1997 e ha pubblicato il suo album di debutto, "Turn the Heat Up", nel 1998. Da allora, ha pubblicato una serie di album acclamati dalla critica, vincendo numerosi premi e collaborando con artisti come Buddy Guy, B.B. King e Dr. John. Con "Done Come Too Far", Copeland continua a esplorare la ricca tradizione musicale americana, portando avanti l'eredità delle leggende del blues e del gospel che l'hanno ispirata.

FAQs
Chi è Shemekia Copeland?

Cantante americana di blues, soul e gospel, nata a Harlem nel 1979. Ha debuttato nel 1998 ed è considerata una delle voci più importanti della scena roots contemporanea.

Cos'è "Done Come Too Far"?

È il titolo dell'album del 2022 che raccoglie il viaggio di Copeland attraverso i generi più radicati della musica americana: blues, gospel, folk e country.

Perché quest'album è significativo?

Per la capacità dell'artista di spaziare tra generi senza perdere coerenza, e per la ricchezza degli arrangiamenti che valorizzano una delle voci più intense del panorama roots.

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