
Mozart, Salieri e il veleno che non c'è mai stato
- Non esiste alcuna prova storica che Salieri abbia avvelenato Mozart: il mito nasce con Puškin nel 1830 e arriva al cinema con Amadeus nel 1984
- La vera causa della morte resta incerta: le ipotesi più accreditate oggi sono febbre reumatica con insufficienza renale o trichinosi, non veleno
- Fu la moglie Constanze, non un editore o un allievo, a salvare e organizzare metodicamente l'eredità musicale di Mozart dopo la sua morte
Uno dei film a mio avviso più riusciti tra i biopic di musicisti è senza dubbio Amadeus. Tuttavia, il film non è pensato come un racconto storicamente attendibile e non c'è fan del film che non mi chieda, con l'aria di chi conosce già la risposta ma vuole sentirsela confermare: «È vero che Salieri lo ha avvelenato?».
Salieri uccise davvero Mozart? Il mito da sfatare
No, e non esiste alcuna prova dell'epoca che lo sostenga. Il mito nasce da voci circolate subito dopo la morte di Mozart nel 1791, ma prende davvero forma solo nel 1830, quando Puškin scrive il dramma Mozart e Salieri: da lì la leggenda si trasmette a Rimskij-Korsakov, poi a Peter Shaffer con la pièce Amadeus nel 1979, infine al film che tutti conoscono.
Benché questa sia la mia ultima malattia, posso dire in buona fede che non c'è alcuna verità nell'assurda voce secondo cui avrei avvelenato Mozart.
— Antonio Salieri a Ignaz Moscheles, 1823
C'è un dettaglio biografico reale dietro il mito, ma dice l'esatto contrario di quello che si crede. Nell'autunno del 1823 Salieri, ormai anziano, ha un crollo fisico e mentale e viene ricoverato all'ospedale generale di Vienna; in un momento di confusione arriva ad accusare se stesso di aver ucciso Mozart. Ma in un momento di lucidità dice al compositore Ignaz Moscheles, che lo va a trovare:
Benché questa sia la mia ultima malattia, posso dire in buona fede che non c'è alcuna verità nell'assurda voce secondo cui avrei avvelenato Mozart.
— Antonio Salieri a Ignaz Moscheles, 1823
I documenti dell'epoca raccontano semmai un rapporto professionale di stima reciproca: Salieri fu tra l'altro maestro del figlio di Mozart, Franz Xaver Wolfgang. La "rivalità mortale" è, in gran parte, un'invenzione drammaturgica ottocentesca.
Allora di cosa morì davvero Mozart?
Qui la risposta onesta è: non lo sappiamo con certezza, e probabilmente non lo sapremo mai. Nella Vienna del 1791 non si praticava l'autopsia come la intendiamo oggi, e il certificato di morte riporta una diagnosi vaga e all'epoca piuttosto generica, "hitziges Frieselfieber" (febbre miliare acuta) — più una descrizione di sintomi che una vera causa clinica. Da lì in poi, gli studiosi moderni hanno riesaminato i sintomi riportati (febbre alta, gonfiori, eruzioni cutanee) proponendo decine di ipotesi diverse. Le più accreditate:
- Febbre reumatica con insufficienza renale, forse scatenata da un'infezione da streptococco: uno studio del 2009 sugli Annals of Internal Medicine ha analizzato i registri di morte della Vienna di quell'inverno e ipotizzato una piccola epidemia di streptococco in città proprio in quel periodo.
- Trichinosi da carne di maiale poco cotta: ipotesi proposta dal medico Jan Hirschmann, che collega un pasto a base di braciole di maiale consumato da Mozart 44 giorni prima della morte. Un successivo studio del 2010 sul Korean Circulation Journal l'ha ridimensionata, notando che la trichinosi è raramente mortale e che alcuni sintomi non combaciano del tutto.
- Ipotesi minori, meno accreditate oggi: sifilide, ictus, avvelenamento accidentale da farmaci a base di mercurio (usati all'epoca come terapia, non come veleno).
Nessuna di queste è dimostrata in modo definitivo. Quello che è certo è che nessuna fonte medica seria, oggi, considera plausibile l'avvelenamento volontario.
Constanze Mozart: la donna che salvò la sua eredità
Se oggi possiamo ascoltare la maggior parte del catalogo di Mozart in edizioni affidabili, il merito è in buona parte di sua moglie. Dopo la morte del marito, Constanze si ritrova unica depositaria di un'enorme quantità di manoscritti inediti. Invece di svenderli pezzo per pezzo, li tratta come un patrimonio da proteggere: sceglie solo due editori di fiducia per pubblicarli in edizioni complete e accurate, gettando di fatto le basi della moderna musicologia mozartiana.
Nel 1809 si risposa con il diplomatico danese Georg Nikolaus von Nissen, che comincia a lavorare a quella che sarà la prima biografia sistematica di Mozart. Nissen muore nel 1826 senza finirla; Constanze ne cura il completamento e la pubblicazione, arricchendola con i propri ricordi personali di vita coniugale — un testo che resta ancora oggi una delle fonti primarie di riferimento sugli studi mozartiani. Muore nel 1842, a ottant'anni.
La leggenda della fossa comune
L'ultimo mito, sempre alimentato da Amadeus, è quello di un Mozart sepolto come un povero qualunque, cucito in un sacco e gettato in una fossa comune anonima. Anche qui la realtà è meno drammatica: il barone Gottfried van Swieten organizza per lui un funerale di terza classe, lo stesso che riceveva circa l'85% dei viennesi dell'epoca, per un costo di 8-12 fiorini — tutt'altro che un funerale da indigente. La sepoltura in fossa comune era la norma imposta dalle riforme funerarie dell'imperatore Giuseppe II del 1784, pensate per motivi igienico-sanitari e non come marchio di povertà; l'idea romantica delle "bare riutilizzabili con il fondo a scomparsa" è una lettura ottocentesca imprecisa di quel decreto, non ciò che accadde realmente a Mozart.
Mozart non morì povero né avvelenato: morì come moriva la stragrande maggioranza dei viennesi del suo tempo, di una malattia che i medici del 1791 non sapevano nemmeno nominare con precisione, lasciando dietro di sé una vedova abbastanza lucida da trasformare quella tragedia nella base stessa degli studi mozartiani. La prossima volta che qualcuno vi cita Amadeus come fosse un documentario, sapete già cosa rispondere.
Vito Schiuma
È vero che Salieri avvelenò Mozart?
No. Non esiste alcuna prova dell'epoca che lo sostenga. Il mito nasce dalle voci circolate dopo la morte di Mozart nel 1791 e prende forma letteraria solo nel 1830 con il dramma di Puškin, per poi arrivare al cinema con Amadeus nel 1984.
Di cosa morì realmente Mozart?
Non lo sappiamo con certezza. Il certificato di morte riporta una diagnosi generica, "hitziges Frieselfieber". Le ipotesi mediche moderne più accreditate sono la febbre reumatica con insufficienza renale, forse da infezione streptococcica, e la trichinosi da carne di maiale poco cotta.
Chi era Constanze Mozart e cosa fece dopo la sua morte?
Era la moglie di Mozart. Dopo la sua morte scelse con cura solo due editori di fiducia per pubblicare i manoscritti inediti in edizioni complete e accurate, e curò la prima biografia sistematica del marito, gettando di fatto le basi della moderna musicologia mozartiana.
È vero che Mozart fu sepolto in una fossa comune da povero?
No. Ricevette un funerale di terza classe, lo stesso che riceveva circa l'85% dei viennesi dell'epoca. La sepoltura in fossa comune era la norma imposta dalle riforme funerarie dell'imperatore Giuseppe II del 1784 per motivi igienico-sanitari, non un segno di povertà.
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