Back to Blog
Il pavimento in marmo dell'orchestra del Teatro Piccolo di Pompei, punto celebre per la sua acustica perfetta
STORIA · ACUSTICA

Acustica del Teatro Piccolo di Pompei - Un capolavoro romano

Vito Schiuma3 min
Quick take
  • Un effetto di rifrazione sonora calcolato con precisione millesimale già duemila anni fa
  • Il diagramma di Aristosseno era il modello di proporzioni per tutti i teatri romani non in legno
  • Vasi risuonatori in bronzo riducevano i tempi di riverbero e propagavano il suono

Non smetterò mai di restare stupito davanti all'ingegno e al livello di conoscenza tecnica dei nostri predecessori, soprattutto quando questa sapienza ha più di 2000 anni e oggi riusciamo a ottenere risultati simili (se non peggiori) solo grazie alla tecnologia.

Sto parlando del Teatro Romano, e Greco prima, capolavori di acustica in cui gli artisti godevano di condizioni acustiche che farebbero invidia ai migliori studi di registrazione di oggi.

Un piccolo superstite

Tutto ha avuto inizio durante una visita al Teatro Piccolo (detto anche Odeion) del Parco Archeologico di Pompei, quando ho notato diverse guide turistiche soffermarsi su un particolare punto dell'orchestra di questo teatro romano, contrassegnato da un pezzo di marmo di colore diverso (in foto).

Stiamo parlando di valori di millesimi di secondo, calcolati e realizzati alla perfezione senza i moderni strumenti tecnologici, bensì grazie ad un semplice schema di proporzioni.

— Vito Schiuma

Parlando dal quel punto si ha un misterioso effetto acustico per cui si riesce a percepire la propria voce come se parlassimo ad un microfono e ci ritornasse alle orecchie dalle cosiddette "spie", ossia le casse che permettono al musicista di sentire se stesso.

Ovviamente questo effetto non è affatto sconosciuto, bensì è il ben noto effetto di rifrazione delle onde sonore. Quello che mi ha stupito però è la capacità di calcolare questa rifrazione con una precisione tale da far impallidire qualsiasi ingegnere moderno.

Ad agire su questo effetto sono infatti i materiali con cui è costruita la scena alle spalle, ma anche la cavea di fronte, e la distanza di questi elementi dell'orchestra stessa.

Stiamo parlando di valori di millesimi di secondo, calcolati e realizzati alla perfezione senza i moderni strumenti tecnologici, bensì grazie ad un semplice schema di proporzioni, direi quasi standard dato che fungeva da modello per tutti i teatri Romani non in legno, il diagramma di Aristosseno cui si ispira l'architetto romano Vitruvio nel suo De Architectura.

Il diagramma di Aristosseno

Si tratta di un vero e proprio modello realizzato da Aristosseno, compositore e teorico tarantino, discepolo di Aristotele. Il diagramma deriva dall'esperienza dei teatri greci, in particolare del teatro di Epidauro, ritenuto perfetto acusticamente. Secondo questo diagramma la costruzione dei teatri doveva seguire delle proporzioni ben precise in tutti gli elementi strutturali del teatro romano: dalla scena, alla cavea, la posizione degli ingressi e delle scalinate, persino le colonne che sormontavano la scena e le arcate a sostegno del tetto.

Gli accorgimenti hi-tech del Teatro Romano

Oltre alle proporzioni perfette e alla scelta del luogo, che già in partenza doveva essere adatto a far riverberare i suoni senza creare sovrapposizioni (detti consonanti), si è scoperto (a conferma di quanto sostenuto da Vitruvio) che le gradinate della cavea erano dei veri e propri filtri delle frequenze basse, che sopprimevano i rumori di fondo (vociferare del pubblico, rumori ambientali ecc.) e permettevano una propagazione ottimale delle frequenze più alte derivanti dal proscenio del teatro romano.

I vasi risuonatori

I vasi risuonatori erano un'altra tecnologia che contribuiva a rendere perfetta l'esperienza nei teatri più grandi. Si trattava di doli, in bronzo, collocati sotto la cavea e di tre dimensioni diverse in tre fasce diverse della cavea, i quali propagavano il suono e riducevano i tempi di riverbero, come dimostrano diversi studi recenti.

La sensibilità al bello

Stupisce una volta ancora quanta importanza attribuissero i nostri antichi predecessori ai centri della cultura. A Pompei il Teatro Grande e il Teatro Piccolo si collocano all'interno di un vero e proprio quartiere della cultura. La scelta del luogo, fondamentale secondo gli architetti romani, era certamente dettata dalle proprietà acustiche, ma anche, come dimostra il teatro di Taormina, dalla sua bellezza e capacità di ispirare artisti e pubblico. Qualora ce ne fosse bisogno, un altro segno della sensibilità e dedizione al bello dei nostri predecessori.

FAQs
Cos'è il Teatro Piccolo di Pompei?

Detto anche Odeion, era un teatro coperto nel Parco Archeologico di Pompei, celebre per le sue proprietà acustiche.

Cos'è il diagramma di Aristosseno?

È uno schema di proporzioni sviluppato dal compositore e teorico tarantino Aristosseno, discepolo di Aristotele, usato come modello per i teatri romani non in legno.

A cosa servivano i vasi risuonatori?

Erano doli in bronzo di tre dimensioni diverse, posti sotto la cavea: propagavano il suono e riducevano i tempi di riverbero.

Newsletter

New music, live dates, and behind-the-scenes stories — straight to your inbox.